Di tutta un’erba un Grillo. E le cose che tornano, tornano…

foto: Calca

foto: Calca

di Cristiana Alicata.

C’era una volta Mussolini. Giornalista. Egli era all’inizio, socialista. Il fascismo nacque sulla palude politica del riformismo che non aveva la giusta velocità per interpretare i cambiamenti sociali e governare ed interpretare le conseguenze sociali della Prima Grande Guerra. Egli era un carismatico show man ed un giorno sfidò Dio. Era anticlericale (da giovane), poi firmò i primi patti lateranensi. Sappiamo come è andata a finire.

Diceva:

“Questi deputati che minacciano pronunciamenti alla maniera delle repubblichette sud-americane, questi deputati che diffondono – con le più inverosimili esagerazioni – il panico nella fedele mandria elettorale; questi deputati pusillanimi, ciarlatani… questi deputati andrebbero consegnati ai tribunali di guerra! La disciplina deve cominciare dall’alto se si vuole che sia rispettata in basso. Quanto a me, sono sempre più fermamente convinto che per la salute dell’Italia bisognerebbe fucilare, dico fucilare, nella schiena, qualche dozzina di deputati, e mandare all’ergastolo un paio almeno di ex ministri. Non solo, ma io credo con fede sempre più profonda, che il Parlamento in Italia sia un bubbone pestifero. Occorre estirparlo”

C’era una volta tale Guglielmo Giannini. Giornalista e commediografo. Nel 1944 fondò il Fronte (usò appositamente una parola diversa da “partito”) dell’Uomo Qualunque. Era incazzato con il regime dei “partiti” e ce l’aveva con tutti al grido di “Abbasso tutti”. Nei suoi articoli storpiava i nomi dei politici in modo offensivo. Dal suo giornale di carta gialla che costava 5 lire (i blog dell’epoca) nacque un Partito. Dopo un primo exploit si alleò prima con la DC, poi con il PCI, poi confluisce nel PLI, infine scompare. Sappiamo come è andata a finire.

Diceva:

“Il Fronte dell’Uomo qualunque concepisce uno Stato non di natura politica, ma semplicemente amministrativa, senza alcuna base ideologica. Uno stato tecnico che funga da organizzatore di una folla e non di una nazione. Secondo Giannini per governare: “basta un buon ragioniere che entri in carica il primo gennaio e se ne vada il 31 dicembre. E non sia rieleggibile per nessuna ragione”.

C’era una volta Berlusconi. Egli era all’inizio socialista. Forza Italia nacque quando la prima repubblica crollava e la sinistra avrebbe vinto per sola inerzia e non certo per merito. Berlusconi si infilò in mezzo e vinse. Aveva i soldi ed altro. Della Chiesa non gliene importava nulla ora sostiene che non è possibile fare leggi che non siano cristiane. Non sappiamo come andrà a finire, ma lo possiamo immaginare.

Diceva:

“Sono soldi rubati, soldi rubati! – riferendosi ai politici di professione – nella loro vita hanno solo chiacchierato e combinato niente altro che prendere i soldi dai cittadini facendo lobby o facendo affari anche meno puliti di una lobby e per questa ragione i cittadini devono fare i conti in tasca a questi signori che non hanno mai lavorato”.

C’era una volta Bossi. Egli era all’inizio un socialista secessionista. Oppositore dei politici di professione è stato alleato con Forza Italia e AN, partito risorto dalle ceneri del MSI, all’epoca delle prime alleanze ancora molto nostalgico. Nel suo delirio “geopolitico” fa persino riti pagani alla foce del Po, ma adesso risulta abbastanza alleato con la gerarchia ecclesiastica e conduce battaglie contro l’Islam. Non sappiamo come andrà a finire, ma lo possiamo immaginare.

Diceva.

Fino al 1993 Bossi sostenne la linea del Pool di Milano, partecipando a una manifestazione con MSI, PDS e Verdi. Emblematica fu, alla Camera dei deputati l’agitazione di una corda a forma di cappio da parte di uno dei leghisti della prima ora.

C’era una volta Grillo. Egli era all’inizio un comico. Alcune battute contro Craxi gli costarono la cacciata dalla Tv. Nel tempo è divenuto un famoso blogger a livello mondiale. Nei suoi pezzi storpia i nomi dei politici del tempo in modo dispregiativo. Sostiene che i partiti devono essere distrutti e “certifica” la bontà del Movimento 5 Stelle, oggi appena nato. Non sappiamo come andrà a finire, ma lo possiamo immaginare.

Diceva.

“Non voglio fare un partito. Io i partiti li voglio distruggere.”

Possiamo concludere.

Che la classe politica professionista italiana ha la responsabilità di avere nel proprio DNA la nascita come funghi di demagoghi populisti che una mattina si alzano e al grido di “vaffanculo tutti” ottengono visibilità e potere perché cavalcano un malessere che non può essere ignorato. La malattia non produce la cura, ma produce un’altra malattia, che a sua volta si sovrappone all’altra malattia e devasta il Paese, uccidendo nella culla ogni tentativo democratico e collettivo di far uscire il Paese da questo circuito infernale.

Il demagogo di turno dopo qualche anno che ha fondato il proprio movimento si assesta nel panorama politico ed entra a far parte del sistema che lui stesso ha duramente criticato e questo comprende anche l’adesione totale, se non fanatica, ai dettami della gerarchia cattolica. E’ successo a tutti. Nessuno escluso.

Ma la sua presenza indebolisce la democrazia perché si alimenta sulla devianza stessa della democrazia e frammenta il panorama politico, rendendo il Paese ingovernabile e il Parlamento solo uno stipendificio. Da cui nascerà un altro demagogo di turno. E così via all’infinito finché:

non si innesti un principio democratico virtuoso
non ne nasca una dittatura
La politica di professione si alimenta del suo stesso oppositore e viceversa. La soluzione è rottamare D’Alema (simbolico, scusa Massimo, ma tu ne sei l’emblema) e Grillo contemporaneamente. Ogni tentativo di opporsi a Grillo e Berlusconi tenendosi D’Alema fallirà.

Che sia da epigrafe alla nostra generazione se falliremo nel rivoluzionare (non lentamente riformare) i partiti.

P.S. Non troverete Craxi in questo elenco. E la motivazione è che Craxi nasce “dentro” un partito e riconosco alla sua scalata al potere un percorso virtuoso, benché mi si consenta di dire, una scalata “viziata” dall’abuso dei poteri della politica nei confronti dell’imprenditoria. Berlusconi è il fenomeno più evidente del craxismo.

50 Commenti

  1. Giacomo Deperu

    Grazie Cristiana per avermi regalato qualche minuto di speranza. Sono confuso e non comprendo quanto le persone come te siano, oggi, influenti rispetto ad un processo democratico opaco e stantio anche in ambienti che vorrebbero rappresentare il “nuovo” (e, nonostante la mia posizione ipercritica nei suoi confronti, non mi riferisco solo al PD).
    Certo, per chi come me si ostina a crederci, consola incontrare persone come te che si mettono in gioco, si sporcano le mani (come i meccanici, non come i ladri) per cambiare le cose.
    Forse nessuno si ricorderà di Alicata in un futuro, ma se ti basta, io e molti altri siamo grati a te e a chi come te ancora ci crede e ci aiuta a credere.
    Tanto, vinciamo noi 🙂

    Giacomo Deperu

  2. antonella

    Bellissimo articolo, come sempre Cristiana Alicata centra il problema. La disaffezione alla politica e il qualunquismo degli slogan dei capi popolo può portare solo al disfacimento di una intera società, con il rischio di non sapere come potrà andare a finire!
    (l’ombra di future dittature è sempre in agguato) Anche io la prima cosa a cui ho pensato dopo aver ascoltato Grillo ieri sera ad Annozero è stata: questo è da rottamare assolutamente!
    W la politica! Quella vera, quella giusta, quella solidale, quella che viaggia sulle ali della speranza per un mondo migliore.

  3. Renato

    Grillo che aderisce ai dettami della gerarchia cattolica??? Mah!

  4. Fabio Palermo

    Che la retorica di Grillo sfiori e a volte entri abbondantemente dentro il recinto della retorica populista mi sembra vero. Anche se non mi sembra giusto allo stesso modo estrarre una tendenza assoluta da qualche adagio, anche fosse qualcuno di troppo.

    C’è poi da considerare la quantità di contenuti più che condivisibili che tutti quelli che si riuniscono intorno al Movimento a 5 Stelle propongono, a cominciare dalle cinque stelle.

    E’ senza dubbio vero che la strada per il populismo e il fascismo è aperta da una critica demagogica del Parlamento e della rappresentanza. Però, oggi una critica della rappresentanza tradizionale è qualcosa di più che un richiamo alla democrazia plebiscitaria o all’idea di leadership carismatica. Una sorta di rinforzo della democrazia dal basso dev’essere tematizzato seriamente.

  5. Omar

    Fabio, condivido pienamente.

    Ma nel panorama italiano esistono realta’ che rispondono a quella necessita’ di critica, tuttavia rinunciando al qualunquismo, al massimalismo ed all’assolutismo di Grillo.

    Sono per lo piu’ realta’ non partitiche, ma stanno mano mano confluendo, quasi per disperazione, ma spesso con speranza, in SEL, nei rottamatori del PD, nella galassia della sinistra “diffusa” extraparlamentare e perfino, paradossalmente, nell’IdV.

    La differenza fra il m5s e molte di queste realta’ e’ l’integralismo: mentre per me c’e’ da perseguire un obiettivo immediato che possa riportare la politica italiana sul giusto binario, a costo di qualche compromesso, il massimalismo grilliano soffoca qualsiasi tentativo costruttivo e lo trascina nella melma qualunquista, senza peraltro ottenere alcun obiettivo, ne’ a breve ne’ a lungo termine.

    Sono molto preoccupato.

  6. Bisogna pesare i “fenomeni” nel loro complesso.
    Grillo sta degenerando in una specie di delirio megalomane che ricorda molto quello dei personaggi che gli accosta Cristiana. Ma alcune proposte del M5S sono sensate e condivisibili, “viste da sinistra”. Quando si passa il limite?
    Perche’ “tra le altre cose” HItler era un vegetariano e fece leggi contro il fumo nei locali pubblici, negli anni Trenta. Ma sono “le altre cose” che hanno pesato un pochino di piu’….

  7. Francesco, il limite si passa quando Grillo dà del busone a Vendola e quando l’unico scopo delle sue uscite è distruggere non i partiti, ma qualsiasi reale possibilità di liberarci di Berlusconi. Usando le tecniche del marketing di Casaleggio & Associati per lavorarsi per bene gli illusi ragazzi del m5s.

  8. Se aspetti ancora qualche anno prima di rottamare D’Alema guarda che quello se ne va in pensione da solo (qualche anno fa diceva di volersi ritirare a 65 anni). Al di là dei tuoi buoni propositi il voto contro il PD è anche l’attestazione che essi non riscuotono credito. Il tuo partito dovrebbe “rivoluzionarsi” da solo, non aspettare giovani eroi rottamatori che lo facciano per lui. Ma chi comanda ha deciso altrimenti: preferiscono sparire lentamente piuttosto che farsi da parte. In nessun paese del mondo di fronte alla devastazione politica e culturale di un Berlusconi un’opposizione potrebbe essere ancora tanto debole. E io ci metto dentro tutti, D’Alema e Civati.

  9. Credo anche io che Grillo abbia “passato il limite” con l’uscita su Vendola. Non credo che l’attacco al Parlamento, QUESTO Parlamento pieno di (aggiungere categoria a piacere che in qualsiasi altro paese civile starebbe in galera a pane e scaracchi oppure a lucidare pavimenti e vani scale) sia invece il punto di non ritorno. Se dai 900 e passa parlamentari togliamo: quelli del PdL, quelli dell’UdC, quelli del’IdV e 3/4 buoni del PD, ci resta si e no un 10% di parlamentari decenti. Un po’ pochini….

  10. Più tu Cristiana non comprendi il fenomeno Grillo, più elettori incerti fra la Sinistra e M5S sceglieranno Grillo. Credo che il peggior difetto della sinistra, anche quella giovane e smart come te, sia lo snobismo, la facilità di non capire i fenomeni politici di successo alternativi a voi, e la facilità di affibbiare l’etichetta di “fascista” e/o “populista”. Viene da sperare che a Torino si ripeta ciò che accadde in Piemonte. Chissà che a forza di perdere elezioni prima o poi non vi cresca dentro una qualche forma di umiltà e una differente disposizione d’animo.

  11. @Anellidifum0
    Con tutta la simpatia, se Grillo da di “busone” a Vendola a me mi fa parecchio incazzare. Il M5S finora ha detto che e’ un modo di dire per “fortunello”.
    Come a Pisa ci si da’ del “culaiolo” anche fra maschioni rigorosamente etero. Purtroppo pero’ se lo dai ad uno che e’ dichiaratamente gay fai un errore, lo offendi e lo discrimini.
    Grillo e il M5S resistono con la versione del fortunello. Questo me li mette sullo stesso piano di Sgarbi e Giovanardi.

  12. Io voglio parlare con chi vota il M5S, ma NON con Grillo. Grillo come i suoi predecessori cavalca istanze giuste….e infatti concludo dicendo che NOI abbiamo delle responsabilità (se non facciamo fuori la classe dirigente attuale). Il fenomeno lo comprendo ahimé fin troppo bene….anche nei suoi corsi e ricorsi….e soprattutto in ciò che i partiti in Italia non riescono a fare: rinnovarsi.

  13. per la cronaca il blogger che ha discusso con me ad Exit lunedì verrà a discutere nel circolo del PD Portuense. Ore 21 per chi fosse interessato a questo incontro tra “marziani”

  14. Gianni

    Un bell’ articolo di estrema destra. La societa’ civile che si contrappone ai partiti e’ un argomento centrale, tra gli altri, di Forza Nuova. Io sinceramente non credo che Cristiana Alicata sia in malafede, credo che proprio non ce la faccia.

  15. Osvaldo

    … ma la smettete di dire che Grillo ha dato del “busone” a Vendola?
    E, una volta per tutte, GRILLO NON E’ IL M5S.
    Infatti non si candida.
    Ciao rosiconi. 😉

  16. Mauro

    Piccola proposta di un elettore del m5s: perché non andate a vedere come rinnovano la classe dirigente dei partiti in Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, Olanda, Belgio….. dove ci sono leggi antitrust serie, dove c’è meritocrazia in politica, dove ci si dimette (Jospin ad esempio). Siamo in un paese ancora medievale, dove i diritti sono vissuti come favori che il potente elargisce, anche all’interno dei partiti. Saluti.

  17. La societa’ civile non esiste o meglio comprende tutto e quindi e’ una non definizione distintiva. Questi personaggi fanno credere a parte del Paese di esserlo in contrapposizione a chi fa politica. Chiunque fa politica e’ prima di tutto membro della societa’ civile. Gianni non so dove vedi l’estrema destra in questo post. Io ci vedo una disperata lettura della nostra democrazia, ma capisco che e’ facile sparare inventare offendere e ritirarsi.

    A Mauro: sono con te su tutta la linea. Infatti specifico che solo facendo fuori i d’alema questi fenomeni si esauriranno e io e te potremo essere dalla stessa parte per il Paese e non per affarismo personale.

  18. Maurizio Buccarella

    Credo che l’autrice del post (come molti commentatori) non abbiano neanche visto il video contenente la presunta offesa omofoba pronunciata da Grillo a Bologna.
    Invito pertanto a vedere qui:

    http://www.youtube.com/watch?v=dAhvLObS6I4&feature=youtube_gdata_player

    Se davvero credete che quell’ ‘at salut , buson’ finale avesse connotazioni offensive per i gay o tantomeno per Vendola, vi invito a tornare sul pianeta Terra.

    Saluti.

  19. Massimiliano Lincetto

    Penso che Grillo faccia male. Fa male perché la sua è una dialettica malata, e non parlo della dialettica dell’insulto (questionabile di per sé) ma la dialettica che sta dietro l’insulto, che non è molto dissimile da quella del berlusconismo. I discorsi del tipo “ma è un comico”, “ma sostiene cose giuste” non valgono più. Grillo di cretinate ne dice tante. E, come rilevava Matteo Bordone, dire cretinate per sostenere una tesi magari anche legittima danneggia innanzitutto la tesi stessa e chi la sostiene in maniera intellettualmente onesta.

    Del M5S ne riparliamo quando toglierà il nome di Grillo dal logo e smetterà di farsi promuovere dal medesimo. È facile presentarsi con le faccine pulite e sorridenti dopo che uno con il manganello (verbale) ti ha spianato la strada.

    Noi, e con “noi” intendo i progressisti, dobbiamo essere “diversi” innanzitutto nel metodo.

    Molti si meritano Berlusconi anche se lo detestano.

  20. @Anellidifumo. Certo che è un problema il consenso genuino e onesto a Grillo. Certo che è colpa dell’incapacità del PD di essere credibile. E tuttavia non si può ignorare che Grillo usa una tecnica diffamatoria sommamente berlusconiana anche e sopratutto nei confronti di chi gli assomiglia di più (apparentemente) in quanto a radicalismo (SEL e IDV). Da un lato, sembra l’eterno meccanismo frazionista delle sinistre estreme, quello che ai miei tempi faceva sì che nelle assemblee del ’77 i leader dell’Autonomia Operaia prima di tutto si preoccupassero di insultare e togliere al parola a quelli di Avanguardia Operaia o di Lotta Continua (troppo a “destra”).
    Dall’altro lato, sembra la tecnica della macchina del fango e del marketing politico più bieco. Che è quella scientificamente progettata da Casaleggio, il promoter di Grillo. Qui, un po’ di utili materiali:
    http://blogs.it/0100206/2011/05/13.html#a9757
    http://blogs.it/0100206/2010/11/13.html#a9529
    https://www.facebook.com/note.php?note_id=178831895467108&id=1656882137

  21. Condivido e rilancio con il link seguente, dove è possibile leggere e scaricare una tesi di laurea (in scienza politica) che si occupa proprio del nuovo “guru” del populismo all’italiana. Buona lettura:
    http://lucamarcon.wordpress.com/2011/05/03/populismo-e-antipolitica-beppe-grillo-e-il-movimento-5-stelle-di-luca-baldini/

  22. Vincenzo

    Cristiana Alicata, mi scusi, ma perchè paragonare un COMICO a dei POLITICI?

    E’ l’informazione a fare la differenza. Lei purtroppo ha scritto un articolo di pura disinformazione. Grillo ha detto di non voler mai fare un partito ed è vero. Le liste civiche sono nate spontaneamente in ogni città italiana e del mondo e in più il MoVimento 5 Stelle non è affatto un partito, bensì una rete orizzontale dove centinaia di migliaia di cittadini si confrontano quotidianamente con modalità di rete, ognuno con le proprie competenze ed esperienze.
    Beppe Grillo è stato citato dal Time tra gli eroi dell’anno 2005 (solo due italiani citati).
    E’ stato l’unico a preannunciare il fallimento Parmalat salvando i soldi di centinaia di risparmiatori.
    Ha creato eventi finalizzati alla raccolta firme per leggi di iniziative popolari.
    Pretendere un Parlamento Pulito non è demagogia, è voglia di cambiamento.
    Pretendere che i partiti (TUTTI) rispettino la volontà popolare rinunciando ai rimborsi pubblici elettorali non è demagogia, è semplicemente rispetto per la sovranità popolare.
    Pretendere che vengano rispettati i referendum come quelli sul nucleare del 1987 è demagogia? No, è semplicemente voglia di vivere in un paese almeno normale.
    Veder distrutti i privilegi della casta è populismo? No, il MoVimento 5 Stelle ha dimostrato che può essere realtà (Favia e De Franceschi in Emilia e Bono e Biolè in Piemonte lo testimoniano).
    Pretendere che i rifiuti diventino una risorsa in grado di produrre ricchezza è demagogia (modello Rifiuti Zero)? Portare sotto la luce dei riflettori esempi come Carla Poli (eletta miglior imprenditrice dell’anno dall UE) le sembra populismo e demagogia?

    A me sembra, molto onestamente, che in questo articolo si tratti con molta, ma molta superficialità l’argomento.
    Grillo è semplicemente un artista che mette la sua arte al servizio dell’impegno sociale. Ha il diritto di esprimere la sua opinione come tutti i cittadini. Non è il leader, ha semplicemente donato la piattaforma beppegrillo.it (una delle più visitate al mondo) come epicentro per questa iniziativa.

  23. @vincenzo: non ci sono dubbi che Grillo abbia fatto cose buone, ma faccia attenzione che anche la Lega era un movimento…inseritosi in un momento di crisi dei partiti! Ad un certo punto i movimenti devono darsi una struttura per poter intervenire nella gestione del pubblico, seppur in alternativa, del vecchio. E’ in questa fase che gli “eroi” possono diventare scomodi, specie se le cose vengono “urlate” nel modo in cui la gente pretende di sentirle dire! Un Parlamento “pulito” lo voleva anche la Lega…ma adesso sta al gioco del mercato delle vacche, come la nomina dei nuovi sottosegretari. Lanciare un’idea è una genialità e, forse, un grande merito, ma coltivarla e costruirla per metterla in opera ci vuole una certa capacità e conoscenza delle cose amministrative…forse il M5S avrebbe bisogno di gente concreta e costruttiva al suo interno e Grillo dovrebbe lasciarlo crescere liberandolo della sua prorompente presenza; magari rimanendo nelle piazze, quale anima critica, per ricordargli sempre i propri obiettivi e la propria origine (che è ciò che più facilmente si dimentica quando si toccano le poltrone del potere). Dopo una “rottura” ci vuole la “ricostruzione” ed è in questa fase che agli “eroi” è difficile dire “adesso fermati”….

  24. Già… Grillo non è molto diverso dagli altri. La sua entrata in politica sta solo svelando quanto è superficiale il suo pensiero.

  25. Ho appena visto il video del reportage di Exit, l’attitudine di Cristiana è chiara e trasparente. Non per altro il ragazzo irmane ammutolito alla fine. Non ha più argomenti.

  26. davide

    grillo non sarà un santo e sicuramente non riscuote la mia simpatia…ma di fronte ad una tale apologia dello schifo che fate voi politici al giorno d’oggi mi si ghiaccia il sangue nelle vene. non importa che sia grillo a dirlo. fate schifo, e voi che vi dichiarate di sinistra a parole, ma poi nella pratica di tutti i giorni non siete diversi dall’orco B, voi siete i più schifosi di tutti

  27. Non c’è dubbio che Grillo sia populista nei suoi spettacoli e nei suoi “comizi”.
    La verità però è che quando si gratta la superficie si scopre che i candidati sono altro, parlano e propongono, hanno idee e programmi.
    Il paragone con la Lega è azzeccato credo, ma non è detto che il MoVimento segua la stessa sorte (la storia si ripete ma non sempre uguale).
    Il PD dovrebbe imparare dalle idee e dai programmi, cercando di conquistare al MoVimento elettori e attivisti (cosa che non farà certo con queste demonizzazioni).
    La forza del MoVimento sta in questi ultimi, non in Grillo.

  28. @Massimo Sernesi: su questo concordo.

    Mi piace molto la posizione di Idelbo. Ben espressa.

  29. Hanno ragione sia AnellidiFum0, sia Vincenzo, sia Idelbo.
    Per il MoVimento in questo momento Grillo sta diventando un problema, proprio perchè non consente l’evoluzione prospettata da idelbo, ma queste sparate dei membri del centrosinistra mostrano una superficialità che è forse peggiore del qualunquismo, perchè almeno quest’ultimo permette di guadagnare voti.
    Il MoVimento ha, tra gli altri, il pregio di aver capito che non basta mandare a casa Berlusconi per salvare l’Italia.
    A chi mi accusa di sostenerlo, tra i miei amici del PD, ripeto sempre che il vero motivo è dimostrare di poter vincere dicendo le cose giuste (visto che mi riconosco in quasi tutto il programma del MoVimento). Magari il PD copiasse il programma senza scadere nel populismo, allora sì che manderemmo a casa Berlusconi e potremmo cambiare l’Italia.

  30. Faccio sommessamente notare che un partito che partecipa ad un’elezione democratica rifiutando di avere qualsiasi contatto con tutti gli altri partiti ha una visione della democrazia molto particolare. Alla faccia dello spirito maggioritario.

    Ad ogni buon conto con quasi il 10% dei voti a Bologna M5S elegge 2 consiglieri, mentre con gli stessi voti, se in coalizione, ne avrebbe eletto il doppio. In questo modo il movimento di Grillo conquista sì voti, ma rifiutandosi di fare politica diventa irrilevante.

    Se ai ballottaggi Grillo scegliesse chi appoggiare avrebbe un ruolo determinante, rimanendo “all’esterno” invece conterà meno del terzo polo che ha preso la metà dei voti.

    Il limite del movimento di Grillo è questo: partecipare alle elezioni senza voler fare politica. Finché sarà forte lo scontento popolare raccogliere messe di voti a destra e a sinistra, ma così facendo si costringerà a restare per sempre all’opposizione per non perdere voti a destra o a sinistra. E’ un cul de sac che aiuta le coalizione più forti: a livello nazionale Berlusconi, in Piemonte l’altra volta Cota questa volta Fassino.

  31. Ah, perchè democrazia=bipolarismo?

    Vedremo quando i seggi del MoVimento conteranno per salvare un governo (locale o nazionale) di centrosinistra.

    La partita vera sarà sulle singole questioni, spero che la “parte buona” del PD e del centrosinistra sappia approfittare di un possibile consenso del MoVimento.

  32. Massimo, dipende tutto da Grillo: se i voti del movimento 5stelle verranno usati per sostenere qualche candidato ai ballottaggi e se decideranno di entrare in una maggioranza futura il loro ruolo sarà decisivo, altrimenti è come dicevo prima, semplice voto di protesta fine a se stesso.

    Il PD ha interesse a riconquistare i voti di Grillo o a costruire una coalizione di governo con Grillo come con Di Pietro e Vendola. Ovviamente per fare una cosa del genere si deve essere in due e ci deve essere rispetto reciproco. Finora non mi pare ci siano le condizioni.

  33. Non ci sono le condizioni anche per come si comporta il PD con i grillini già eletti (vedi Emilia Romagna e altro).

    Alleanze pre-elettorali al momento sono difficili, ma ripeto sui singoli temi ci può essere collaborazione.

    Coi grillini bisogna cambiare un po’ la logica (sono nati per questo). Al MoVimento non interessano le poltrone ma i temi e le proposte.

  34. @massimo non so cosa voglia dire “cambiare la logica”. sui singoli temi ci può essere collaborazione se c’è apertura politica e disponibilità a lavorare insieme, se si attacca a testa bassa il PD a ogni piè sospinto ognuno presenta la propria proposta di legge, delibera, mozione, etc.

    Anche perché i grillini sono all’opposizione ovunque e quindi l’unica possibilità di collaborazione è dove si è all’opposizione insieme. Se c’è la volonta si fanno le cose insieme, ma se si è disposti a mettersi intorno ad un tavolo in 2.

  35. Fatto sta che il MoVimento riesce a collaborare di più con la Lega che col PD, ad esempio a Treviso.

    Cambiare logica vuol dire trovare consensi sui singoli temi (anche su quelli proposti dal MoVimento) a prescindere dalle alleanze elettorali e dai do ut des.
    Se il PD collabora col MoVimento allora potrà diventare credibile anche per eventuali alleanze, se continua a dire no o a ripresentare le proposte del MoVImento come proprie
    come si può pensare di presentarsi insieme?

    Il MoVimento non è l’UDC.

  36. @massimo e allora vuol dire che sui temi i grillini si trovano più in sintonia con la Lega che con il PD, non vedo il problema. D’altronde hanno un leader che ce l’ha con rom, immigrati e fa battute sui “busoni”… non è proprio l’identikit di uno di sinistra.

    Personalmente non mi interessa granché di essere credibile per i grillini, così come non mi interessa di essere credibile per i leghisti o per quelli di Futuro e Libertà (libertini?). A me interesse portare avanti le mie idee all’interno del partito che ho scelto (il PD) e insieme ai miei alleati (SeL, IdV, Verdi, Socialisti, Radicali…). Se i grillini si mettono su un piedistallo e aspettano di parlarmi appena mi comporto in modo credibile ai loro occhi, possono diventare vecchi su quel piedistallo.

    Anche perché non è che stiamo parlando di un partito imprescindibile: a Bologna hanno preso quasi il 10%, bravi, ma il PD-SeL-IdV hanno vinto al primo turno e con il 60% dei consiglieri governeranno Bologna senza problemi. Se 5Stelle vorrà collaborare sa con chi andare a parlare e dovrà accettare oneri ed onori di stare in coalizione, come tutti grandi o piccoli che si sia.

  37. Appunto, se la pensiamo diversamente perchè allearsi? Solo per andare contro Berlusconi?

    Queste elezioni mi ricordano le Regionali del 2005: grande vittoria del centrosinistra, grida di fine del Berlusconismo. Poi sappiamo come è andata a finire.

    Per fortuna adesso c’è il MoVimento e non la Lega a raccogliere i voti di eventuali delusi del centrosinistra. Spero che il PD possa governare e bene, ma viste le dichiarazioni (che guardano ancora al terzo polo) non ne sono così sicuro.

  38. @massimo sei tu che chiedevi al PD di aprirsi ai grillini. Siamo diversi e quindi siamo avversari. Non vedo perché il PD dovrebbe guardare ad un partito che è esplicitamente contro di noi. Il terzo polo, che io non amo, è dialogante a livello locale anche se a livello nazionale non vuole allearsi con PD-SeL-IdV.

    Grillo raccoglie i voti dei delusi a Bologna, ma non mi pare che sfondi al sud e resta sotto al terzo polo altrove (tranne che a Torino). La sensazione è che raccolga il voto dei delusi sia di destra che di sinistra. In maniera indistinta. Ed è un altro motivo che rende impossibile a Grillo spendere quei voti politicamente perché prevedere di appoggiare Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli gli farebbe perdere i voti dei delusi di destra e viceversa se decidesse di appoggiare Moratti e Lettieri.

    Io vedo il problema dell’aprirsi agli altri tutto in casa a Grillo, non al PD che infatti è alleato con SeL-IdV, ma anche Verdi, Radicali in qualche caso anche Comunisti, parla con il terzo polo. E’ Grillo che non parla con nessuno.

  39. Nicola

    tra l’elenco delle persone da estirpare aggiungerei anche gli opinionisti e pseudostatisti che scrivono queste analisi da 4 soldi, magari con l’intenzione di aprire la mente del lettore in virtù di un presunto essere nel giusto. Cristina, non mi deve spiegare lei quel che va fatto, perché nè io, nè lei sappiamo ciò che va fatto, a meno che non sia un’analista socio-politica riconosciuta in tutto il mondo – e credo che neanche in quel caso avrebbe facoltà di dire ad un individuo cosa va fatto- . Cominci a rispettare il prossimo limitandosi a partecipare: i punti di vista si discutono, non si insegnano come a degli animali domestici! Insomma, non c’è bisogno che s’impegni a spiegare, ognuno ha una sua idea a riguardo. Perdoni l’arroganza

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