Cosa resta dei piombini, tre anni dopo

di Michela Cella.

Ci sono foto che sono irripetibili, per il momento in cui sono state scattate e per quello che raccontano.

La foto sopra il titolo fu scattata nell’aprile del 2009 a conclusione di un incontro di studio svoltosi vicino Piombino e durato tre giorni. Era stato organizzato da giovani dirigenti, eletti, iscritti e simpatizzanti del PD per elaborare delle proposte da offrire al Partito Democratico perché riuscisse a mettere in atto quel cambiamento e quella sintesi che erano tra le sue ragioni fondative. I temi erano quelli, ancora attualissimi, dell’economia, della modernità, del ricambio generazionale, della laicità dello stato, dei diritti civili e della buona politica. Luca Sofri, che c’era, la raccontò così:

“Abbiamo parlato e discusso assieme, e condiviso intenzioni e desideri simili sulla politica e sul Partito Democratico. Siamo ovvero diventati un gruppo, aperto e fluido, ma con molte cose in comune. Anche se lontani dal volersi formalizzare in una corrente: siamo il PD nel suo progetto originale. Siamo il PD. Poi abbiamo comunicato a tutti – interessati o preoccupati – che esistono un pensiero e un lavoro dentro al PD distanti dalle semplificazioni verticistiche e dalle eredità più deludenti dei partiti che lo hanno preceduto. Sono un pensiero e un lavoro diffusissimi in tutta Italia, che hanno una visibilità troppo ridotta, e che vorremmo cercare di aggregare, tenere in contatto, rendere fruttuosi. Infine abbiamo discusso di molte cose, e di molte avremmo potuto ancora discutere”.

Nella tarda primavera del 2009 i “piombini” avevano risvegliato l’interesse e le speranze di molti elettori di un Partito Democratico che si preparava al congresso. Ottennero l’attenzione dei media e alla fine di giugno riunirono qualche centinaio di persone a Torino, al Lingotto, alla presenza dell’allora segretario del PD, Dario Franceschini, e del suo sfidante e futuro segretario, Pier Luigi Bersani, che per la prima volta in quell’occasione si confrontarono pubblicamente. Questa foto aprì il servizio del TG1 sull’incontro del Lingotto: fu un momento d’oro ma non durò più di un paio di mesi, dato che i piombini non arrivarono uniti neanche al congresso dell’autunno successivo.

Mi sono chiesta, in questi giorni di dibattito sulle primarie e contrapposizione tra “rinnovamento” e “usato sicuro”, per metterla come uno dei due candidati, che fine avessero fatto i giovani politici pro-rinnovamento di quella foto e chi avessero deciso di sostenere in questa competizione per la scelta del candidato a premier del centrosinistra, senza trarre necessariamente delle conclusioni. Ho preso in considerazione, elencandoli in ordine alfabetico, solo chi ha proseguito a fare attività politica a livello nazionale: in quella foto ci sono anche professionisti, giornalisti, comunicatori, iscritti e simpatizzanti, e poi ci sono anche quelli che c’erano ma non sono nella foto.

– Pippo Civati è stato rieletto consigliere regionale in Lombardia, si è candidato a segretario del PD al prossimo congresso, ha scelto Marino al congresso del 2009, alle primarie ha votato Bersani;

– Anna Paola Concia, parlamentare del PD, ha scelto Marino al congresso del2009, ha votato Bersani;

– Sandro Gozi, parlamentare del PD, ha scelto Marino al congresso del 2009, si è candidato alle primarie ma non è riuscito a raccogliere abbastanza firme e ha votato Bersani;

– Marianna Madia, parlamentare del PD, ha votato Bersani;

– Debora Serracchiani è stata eletta al Parlamento europeo, ha scelto Franceschini al congresso del 2009, è stata eletta segretario del PD in Friuli, oggi è candidata a presidente del Friuli Venezia Giulia, si è dichiarata contro le primarie e ha deciso di non schierarsi;

– Marco Simoni fa sempre il docente universitario a Londra, è tra i fondatori di Italia Futura e sostiene la “Lista per Monti”;

– Ivan Scalfarotto nel 2009 hascelto Marino e dopo il congresso è diventato vicepresidente del PD, ha votato Renzi;

– Irene Tinagli fa sempre la docente universitaria, anche lei è tra i fondatori di Italia Futura e sostiene la “Lista per Monti”.

Piccola curiosità: il giorno precedente a quello della foto a Piombino passò anche Matteo Renzi.

 

 

3 Commenti

  1. giovanni

    fai bene a non trarre necessariamente delle conclusioni : sarebbe retorico e noioso.

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