Il Fotovoltaico dà i numeri … del 2016

di Giancarlo Abbate.

Solar by Ken Bosma

Solar by Ken Bosma

I numeri della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici (FV) per il 2016 sono già disponibili, almeno in forma provvisoria, e sono stati diffusi nelle scorse settimane da Terna, GSE, e alcuni blog che si occupano di energia ma con diverse modalità e accompagnati da diversi commenti. Ho deciso di guardare i dati con un po’ di attenzione e ho trovato che, forse, qualcuno ha proprio “dato i numeri …”.
di Giancarlo Abbate

Terna, la società che gestisce la rete elettrica in Italia, pubblica un rapporto mensile sull’andamento del sistema elettrico in Italia. Questi rapporti sono documenti ufficiali molto utili per chiunque si occupi di energia elettrica, dalla produzione alla distribuzione. Come chiarito in un disclaimer presente in ogni rapporto, i dati pubblicati vengono considerati provvisori per un anno dalla pubblicazione e poi resi definitivi, se è il caso con minime variazioni. Un mio amico e collaboratore mi ha fatto notare che nei dati che riguardano il FV per il 2016 sembra esserci qualche anomalia; ho perciò voluto approfondire la questione procurandomi tutti i dati che ho potuto sul 2016 ed analizzandoli personalmente e con tutta calma, per evitare confusioni e soprattutto di giungere a conclusioni affrettate.
Innanzi tutto sappiamo che anche il GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, pubblica bollettini periodici sull’andamento della produzione, in particolare da fonte rinnovabile, ma purtroppo questi non sono così regolari ed immediati, né completi, come quelli di Terna. A gennaio 2017, il GSE pubblica un documento, l’ultimo disponibile, dal titolo Produzione fotovoltaica in Italia nel 2016 – Analisi preliminari (nov 2016). Nell’analisi del GSE non è compreso il mese di dicembre ma è ovvio che, fornendo la produzione FV di dicembre un contributo quasi trascurabile del totale annuo, l’andamento che ne emerge può essere considerato come altamente attendibile. Il GSE però prende in considerazione la produzione di un numero di impianti che corrisponde al 57% della potenza installata e poi analizza separatamente un sottoinsieme, gli impianti con potenza superiore a 55 kW, che corrisponde al 39% della potenza installata.

Ciò purtroppo lascia aperta la porta a commenti del tipo “Va bene ma chi ci dice che cosa è successo negli altri impianti?”. In ogni caso, il commento finale del GSE è: “Complessivamente, le misure ricevute restituiscono un quadro d’insieme nel quale la produzione degli impianti fotovoltaici oggetto di analisi appare essere diminuita nei primi undici mesi del 2016 di circa il 4,3-4,6% rispetto all’analogo periodo del 2015”. Questa può apparire come una diminuzione significativa e grave della produzione e della capacità produttiva degli impianti FV in Italia. Tuttavia, il GSE al paragrafo successivo commenta giustamente che il fattore che più di altri potrebbe determinare la produttività degli impianti è l’irraggiamento solare, cioè la quantità di energia che il sole manda sulla Terra per unità di superficie e per unità di tempo (si misura in kW/m2) e aggiunge che dalle misure effettuate da RSE, la società di Ricerca sul Sistema Energetico collegata a GSE, risulta che il valore medio dell’irraggiamento solare in Italia è diminuito del 3,9% rispetto all’analogo valore del 2015 e quindi conclude: “appare mediamente emergere, sulla base dei dati a disposizione, una coerenza tra la variazione dell’irraggiamento e la variazione della produzione”.

Affermazioni analoghe, presumibilmente riprese dai documenti del GSE, si ritrovano nei commenti di diversi blog sull’energia, come ad esempio QualEnergia. In un commento del 16 dicembre su quel blog si poteva leggere: “La nuova analisi pubblicata dal GSE sull’andamento della produzione del parco FV italiano nel 2016 mostra un calo coerente con l’andamento della radiazione solare. Ma i dati Terna sul primo semestre e quelli RSE sulle performance mostrano un problema di efficienza degli impianti”, mostrando tuttavia un dubbio sull’efficienza, dubbio non secondario e tutt’altro che scontato. Ma in un successivo commento del gennaio 2017, scritto subito dopo la pubblicazione da parte del GSE dell’analisi preliminare sui primi 11 mesi del 2016, QualEnergia si rassicura e ci rassicura con queste parole: “La nuova analisi GSE sui primi 11 mesi del 2016 mostra un calo della produzione in larga parte sovrapponibile con quello dell’irraggiamento. Rientra anche lo scollamento rispetto ai dati Terna, grazie all’aggiornamento di questi ultimi”. Quest’ultima frase ci riporta ai dati di Terna, anzi ci annuncia che c’era uno scollamento tra questi e i dati del GSE, che per fortuna è rientrato.

I dati di Terna, come ho detto più sopra, sono completi, nel senso che riguardano l’intera produzione italiana di energia elettrica da impianti FV, e pubblicati regolarmente ogni mese. Sul rapporto Terna pubblicato a luglio 2016, relativo al mese di giugno, si può leggere: “…in flessione le produzioni termica (-7%) e fotovoltaica (-14,7%).” Una diminuzione del 14,7% nei primi sei mesi del 2016 sicuramente fa sorgere qualche dubbio!
Se guardiamo in modo più analitico quello che è successo nel 2016, analizzando i dati pubblicati da Terna nei suoi rapporti, vediamo ad esempio che da gennaio a settembre si osserva una diminuzione cumulata del 10% rispetto al 2015, derivante da una diminuzione sempre sopra il 10% da gennaio a luglio, un aumento dello 0,5% ad agosto e ancora un calo del 2% a settembre (vedi Figura). La produzione complessiva del FV nei primi 9 mesi del 2016 è stata di 19.022 GWh (gigawattora) rispetto ai 21.145 dello stesso periodo del 2015. Forse eccedo nel dare dettagli ma poiché l’articolo parla di “numeri”, lasciatemi dire che i numeri sono importanti, anche questi ultimi che ho scritto.

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Bene, a ottobre succede qualcosa di notevole, i dati di Terna mostrano un incremento di produzione del 13,5% nel 2016 rispetto allo stesso mese del 2015. Finalmente, potremmo dire! (ma i maligni potranno notare che il dato del 2015 è stato corretto al ribasso di un centinaio di GWh mentre per gli altri mesi i riaggiustamenti dal dato provvisorio al definitivo, quando c’è, non va quasi mai oltre i 10 GWh). Ma il dato dell’andamento cumulato per i primi 10 mesi è ancora più sorprendente e mostra addirittura una crescita nel 2016 dello 0,1% rispetto al 2015 che corrisponde a una produzione di 20.567 GWh nel 2016 rispetto a 20.537 GWh del 2015. Ancora troppi numeri, direte! Giusto, ma guardiamo i numeri che ho scritto, presi dai documenti di Terna, riguardanti la produzione cumulata nei primi 9 mesi e nei primi 10 mesi del 2015: nei primi 9 mesi di quell’anno sono stati prodotti da FV 21.145 GWh di energia e nei primi 10 mesi 20.537 GWh, cioè aggiungendo la produzione di un mese intero il numero complessivo, la somma, è diminuito invece di aumentare! Ho rifatto i calcoli, sempre prendendo i dati di Terna e quelli definitivi non quelli provvisori, e il numero che viene fuori per il 2015 è 22.502. Con questo numero nei primi 10 mesi del 2016 ci sarebbe una diminuzione dell’8,8% rispetto al 2015! Non ho alcun motivo per pensare ad un’alterazione dei dati fatta volontariamente, quindi penso che si tratti di un errore, di uno sbaglio involontario, tuttavia si tratta di un errore davvero grossolano ed è spiacevole che nessuno dei redattori se ne sia accorto.

E arriviamo infine a dicembre 2016. L’errore di ottobre si propaga ai due mesi successivi arrivando ad affermare come risultato complessivo per tutto l’anno 2016 una produzione di energia da impianti FV di 22.545 GWh rispetto ai 22.587 GWh del 2015 con una diminuzione minima dello 0,2%. Infatti nel report di Terna di dicembre 2016 si legge: ““… L’energia prodotta da fonte fotovoltaica nel mese di dicembre 2016 si attesta a 965GWh in riduzione MoM di 48GWh. Il progressivo annuo è di 22.545GWh in linea rispetto all’anno precedente”. Il grafico riassuntivo che illustra l’andamento comparato della produzione di energia Fv mensile degli anni 2016 e 2015 è mostrato qui sotto. Entrambi i grafici riportati in questo articolo sono presi integralmente dai rapporti di Terna.

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Come si nota facilmente da un esame attento dei due grafici, l’andamento riportato per i mesi da gennaio a settembre, che dovrebbe coincidere perfettamente trattandosi degli stessi mesi, è invece palesemente differente. Nel primo grafico nei mesi da gennaio a marzo c’è una netta prevalenza della produzione nel 2015, mentre nel secondo questo andamento è completamente rovesciato. Nel mese di agosto il primo grafico mostra una sostanziale parità e in settembre una prevalenza del 2015, ma nel secondo grafico nei due mesi prevale chiaramente il 2016. In conclusione, il grafico pubblicato nel rapporto di settembre è compatibile con una diminuzione nel 2016 del 10% e quello pubblicato nel rapporto di fine anno è compatibile con una diminuzione nel 2016 dello 0,2%. Purtroppo i due grafici, e le relative stime di diminuzione di produzione, non sono compatibili tra di loro. Ho rifatto ancora una volta tutti i calcoli per conto mio, prendendo i dati da Terna e considerando per il 2016 quelli pubblicati, considerati provvisori dal disclaimer, e per il 2015 quelli definitivi (cioè quelli pubblicati mese per mese nel 2016, un anno dopo il periodo a cui si riferiscono). Il risultato è una diminuzione anno su anno dell’8,7%, un risultato strano, inaspettato, ben superiore alla diminuzione dell’irraggiamento medio del 3,9% (e su come viene fatta questa media ci sarebbe anche altro da dire). Il risultato finale indicato da Terna è davvero incomprensibile, stride con i suoi stessi dati, con i valori riportati dal GSE, con i dati dell’irraggiamento e … con il buonsenso.

Non mi sono fermato qui, avendo iniziato a divertirmi nel maneggiare ed analizzare dati, ho provato ad andare ancora un po’ più in fondo. Ho parlato a lungo con un mio collega del Dipartimento di Elettronica, che ha una notevole esperienza di gestione di impianti FV, anche di media e grande potenza. Mi ha chiaramente detto che la produzione degli impianti da lui osservati, a parità di potenza, varia notevolmente di anno in anno in dipendenza di molti fattori, i principali dei quali sono la manutenzione dell’impianto e la qualità del prodotto iniziale, cioè i pannelli (anche l’irraggiamento conta ma non in primo luogo). Poi mi ha fornito quattro file excel, con circa 25.000 dati ognuno, relativi alla produzione misurata di due campi FV di uguale potenza negli anni 2015 e 2016. Mi ha assicurato che i pannelli installati erano della migliore qualità disponibile sul mercato e che però non sapeva nulla sulla eventuale manutenzione eseguita nei due campi (da due proprietari diversi). Ho impiegato un po’ di giorni ad analizzare i dati in tutti i possibili modi e quello che ho ottenuto alla fine è stato che il campo n.1 mostra una diminuzione del 6,6% nel 2016 rispetto al 2015 e il campo n.2 un aumento del 4,4%. Confrontando i grafici dei due campi simultaneamente ho notato che il campo n.2 ha prodotto sempre meno del campo n.1 fino a ottobre 2015 quando le linee di produzione si incrociano e da quel momento fino alla fine del 2016 il campo n.2 produce più di quello n.1. L’unica spiegazione che sono riuscito a darmi è che il campo n.2 è stato sottoposto a un serio intervento di manutenzione verso la fine del 2015, cosa che probabilmente non è avvenuta per il campo n.1.
Forse è da prendere in seria considerazione il dubbio avanzato dal blog QualEnergia nel suo commento del dicembre 2016 e fare propria l’affermazione contenuta nel commento successivo di gennaio: “Ma i nostri impianti FV stanno dando molto meno di quanto potrebbero”.

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