L’informatica non è strategica

di Emidio Picariello.

Pistoia Tuscany 2011 by Joan Nova

Nella mia città, Pistoia, ci saranno le elezioni fra pochi giorni. Ci sono molti candidati e ci sarebbe molto da dire, ma vorremmo questa volta soffermarci sono sull’aspetto informatico dei programmi. Molti degli aspetti di vita di una città sono affrontati dai programmi politici, ma il punto è che pochissimi degli aspetti informatici sono presi in considerazione. Abbiamo letto per voi i programmi dei candidati di Pistoia, se volete fare la stessa cosa con la vostra città, i commenti sono aperti. Naturalmente potrebbe essere sfuggito qualcosa, i commenti sono aperti anche per questo.

Cominciamo da chi non ha niente: il programma di Francesca Barontini, ex PD, candidata di Sinistra è assolutamente privo di qualunque riferimento agli aspetti informatici della gestione cittadina. Come se la questione non esistesse. Non va meglio – anzi – con Lorenzo Berti, il candidato di Casa Pound che non menziona nulla di nulla sugli aspetti informatici del Governo della Città. Zero per Alessandro Sabella (civiche di Destra, più o meno) e zero per Ginevra Lombardi, ex assessore del Sindaco uscente e di area Sinistra.

Poche idee, un po’ banali per Roberto Bartoli, altro ex PD, candidato appoggiato da una parte di ex PD, si parla di “potenziamento wifi”, come se significasse qualcosa, e di alcuni siti web che si vogliono costruire. Parla poi di “sportelli aperti h24 per pagare su internet i bollettini”, solo che già si può fare con l’home banking, non è questo il tipo di implementazione che serve. Anche molte domande e participazioni a bandi e concorsi già si possono fare con questa modalità.

Non va molto meglio con il candidato ufficiale del Centro-Destra Alessandro Tomasi, anche in questo caso si buttano lì due note su sito internet, sui pagamenti on line (ma che avete contro l’home banking, tutti?) e sul compilare moduli on line. Tutte cose di buon senso, ma è come dire: “servono i lampioni”, quando si parla di strade.

Due grandi delusioni sono il M5S che con Nicola Maglione mette insieme due o tre banalità sul wifi pubblico e sito internet. È l’unico che menziona l’open source, gli va riconosciuto, ma non specifica come, quando, con che strumenti. L’open source non è solo risparmio, e prevede un investimento iniziale, e anche lui sembra dimenticarlo.

L’altra grande delusione è Alessio Cioni che è a capo di “Giovani Cittadini”, un progetto di giovani prevalentemente emigrati. Peccato che sull’aspetto tecnologico non siano poi così “freschi”. Parlano di SPID (sì, vabbé, l’identità digitale, lo dovranno progressivamente fare tutti i comuni, volenti o nolenti, per legge), di un sistema simile ma europeo e poi genericamente di industria 4.0. Tutto molto bello, ma come? Pistoia ha già dei comparti di sviluppo e non hanno a che fare con queste tematiche. Vogliamo partire da zero? Interessante, ma un po’ fantasioso, se non si specifica meglio.

Qualcosa in più si trova nel programma del sindaco uscente, PD, Samuele Bertinelli, che se non altro amplia un po’ lo sguardo e parla sia di app per il cellulare, che di campagne per far conoscere i servizi che già esistono ai cittadini. È l’unico che parla di Smart City facendo degli esempi concreti di utilizzo – p.e. cassonetti intelligenti – e parla di Sistema Informativo Territoriale. Non è ancora un programma completo, un po’ logorroico, come nello stile del candidato, ma almeno esiste una visione di insieme.

Nel complesso il risultato è deludente, si vede che chi ha amministrato ha le idee un po’ più chiare, gli altri invece brancolano in un buio fatto di slogan e semplificazioni. Il tempo dedicato ad approfondire l’argomento è evidentemente poco. Capisco che le buche per strada raccolgano più voti ma, in un programma completo, dare la sensazione agli addetti ai lavori che si sappia di cosa si sta parlando, non sarebbe brutto.

 

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